Friday 28 July 2006

Convegno Internazionale. Orazio Vecchi: Tradizione e Innovazione. Il Madrigale rappresentativo e la riforma del Graduale

Arezzo, 23-26 agosto 2005. Programma generale.
CONVEGNO INTERNAZIONALE

Orazio Vecchi: Tradizione e Innovazione
Il Madrigale rappresentativo e la riforma del Graduale

Arezzo, 23-26 agosto 2005

Sottochiesa della Basilica di San Francesco
Via Madonna del Prato - Arezzo

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Martedì 23 agosto

ore 10.00
Introduzione al Convegno
Prof. Francesco Luisi
Presidente della Fondazione Guido d’Arezzo
Saluto delle Autorità

ore 10.30
I Sessione. Riforma del Graduale
Presiede: Prof. Giulio Cattin

Marco Gozzi (Università di Lecce)
L’edizione veneziana del Graduale
curata da Vecchi, Balbi e Andrea Gabrieli (1591)

Giacomo Baroffio (Università di Pavia-Cremona)
L’Editio medicea del Graduale (1614) e la revisione delle melodie liturgiche

Angelo Rusconi (Università di Bologna)
Le testimonianze teoriche sulla revisione delle melodie liturgiche

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Mercoledì 24 agosto
ore 11.00
II Sessione. Madrigale rappresentativo
Presiede: Prof. F. Alberto Gallo

Francesco Luisi (Università di Parma)
Prodromi di comicità buffonesca nella tradizione musicale italiana del primo ‘500

Gianmario Merizzi (CMBM di Bologna)
Generi della comunicazione buffonesca nel madrigale drammatico
di Orazio Vecchi e Adriano Banchieri
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Giovedì 25 agosto
ore 11.30
III Sessione. Madrigale rappresentativo
Presiede: Prof. Iain Fenlon

Ivano Cavallini (Università di Palermo)
Riflessioni sul canone teatrale del madrigale drammatico

Maria Luisi (Università LUMSA di Roma)
La tradizione delle “Veglie” a Siena
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Venerdì 26 agosto

ore 11.00
IV Sessione. Tavola rotonda: Tradizione e innovazione
Presiede: Prof. Ivano Cavallini

Rodobaldo Tibaldi (Università di Pavia – Cremona)
Stile e struttura nei mottetti di Orazio Vecchi

Iain Fenlon (Università di Cambridge)
La tradizione editoriale di Orazio Vecchi
ore 12.00

Presentazione del filmato prodotto dalla RTSI:
La barca di Venezia per Padova di A. Banchieri
direttore Diego Fasolis
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    La fama di Orazio Vecchi è legata in via del tutto esclusiva alla fortuna dell’Amfiparnaso (1597). La chiarezza di intenti con cui il compositore affronta la tramutazione in polifonia di un tipico intreccio di commedia ha sempre attratto frotte di studiosi, che hanno ingiustamente privilegiato quest’opera a discapito di altre sulle quali grava una sorta di damnatio memoriae.
    Nel passato remoto, sull’Amfiparnaso si sono concentrate le dispute di quanti vollero vedere un modello alternativo di anticipazione del melodramma, di contro ai più avveduti — ma non meno in malafede — che escludevano la ‘teatrabilità’ della polifonia applicando il paradigma della monodia d’opera. Falsi problemi che la musicologia ha da tempo accantonato, senza assolvere tuttavia al compito di indagare con maggiore impegno scientifico intorno al ruolo che compete alla musica del maestro modenese nell’ambito della cultura cinquecentesca. L’Amfiparnaso, le Veglie di Siena, il Convito musicale e La selva di varia ricreatione sono infatti un piccolo ma eccezionale campionario di ‘modi’ della drammaturgia comica e intermediale, ma anche una tropologia della festa e dei riti d’accademia: temi su cui hanno dissertato separatamente, a seconda delle competenze, teatrologi, musicologi e storici.
    Le celebrazioni di questo centenario costituiscono dunque un’occasione propizia per riunire le competenze e riflettere sulle tecniche della drammaturgia che ispirarono il madrigale dialogico; ma anche per ragionare sulla gestualità implicita e la poliglossia delle figure provenienti dalla «commedia improvvisa». Un approccio che antepone alle questioni pertinenti alla musica quesiti di ordine storico e filologico, allo scopo di classificare la natura teatrale sia di personaggi prelevati dal mondo della rappresentazione, sia di tipi che raffigurano le convenzioni dei sodalizi intellettuali, proponendo una galleria di caratteri ‘trabeati’ formanti l’immaginario dell’epoca (così nelle Veglie calcate sul testo omonimo di Girolamo Bargagli). Sulla ricchezza delle fonti di questo duplice ‘altro Parnaso’, rituale e scenico, v’è ancora molto da dire. Nondimeno numerose le zone d’ombra nella biografia artistica di Vecchi, che inducono a illuminare le vicende della diffusione europea delle sue canzonette e ad analizzare il repertorio della musica sacra, cui il maestro dedicò larga parte della propria attività.

Ivano Cavallini


    Ai tempi di Orazio Vecchi il cosiddetto Gregoriano vive una stagione di rinnovato interesse da parte del mondo ecclesiastico e musicale. Nel 1577 papa Gregorio XIII commissiona a Palestrina e Zoilo la revisione delle melodie liturgiche, ma è solo uno dei numerosi episodi che testimoniano la volontà di ‘purgare, correggere e riformare’ il canto liturgico. Le edizioni liturgico-musicali di quest’epoca mostrano spesso il desiderio di uniformarsi a questa prassi generale. Tra gli esempi più noti vi sono il 'Directorium chori' di Giovanni Guidetti (1582), la celebre 'Editio Medicaea' (Roma, 1614) e, non ultimo, il Graduale edito a Venezia nel 1591 da A. Gardano e curato proprio da Orazio Vecchi assieme ad Andrea Gabrieli e Ludovico Balbi. La sessione del convegno intende far luce su questo importante fenomeno, affrontando non solo le motivazioni culturali, estetiche e liturgiche sottese alla riforma, ma anche l’atteggiamento di compositori e teorici nei confronti dell’evento.

Marco Gozzi

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Partecipanti e Ospiti

Giacomo Baroffio (Università di Pavia-Cremona), Giancarlo Battista (Università di Parma), Enrico Bellezza (Presidente Società dell’Opera Buffa), Maria Grazia Bianco (Preside Facoltà di Lettere e Filosofia LUMSA di Roma), Giovanni Bonato (Compositore), Konrad J. Bossard (Direttore di coro), Giulio Cattin (Università di Padova), Ivano Cavallini (Università di Palermo), Angela Adriana Cavarra (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Mauro Chiocci (Direttore di Coro), Giovanni Conti (RTSI di Lugano), Marcel Corneloup (Direttore artistico Festival des Choeurs Lauréats, Francia), Stefano Da Ros (Coordinatore artistico Concorso Corale di Vittorio Veneto), Anne Delafosse-Quentin (Direttore di coro), Lorenzo Donati (Direttore di coro), Francesco Facchin (Conservatorio di Padova), Iain Fenlon (Università di Cambridge), Gino Ferretti (Rettore Università degli Studi di Parma), Sante Fornasier (Presidente Fe.N.I.A.R.Co.), Roberto Gabbiani (Direttore del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia), F. Alberto Gallo (Università di Bologna), Raffaella Gentilini (Pro Musica Studium, Roma), Marco Gozzi (Università di Lecce), Carl Høgset (Direttore di coro), Viacheslav Kartsovnik (Musicologo), Stojan Kuret (Direttore di coro), Maria Luisi (Università LUMSA di Roma), Cecilia Luzzi (Liceo Musicale di Arezzo), Lanfranco Menga (Direttore di Coro), Gianmario Merizzi (CMBM di Bologna), Arnaldo Morelli (Università de L’Aquila), Peter Neumann (Direttore del Collegium Cartusianum di Colonia), Angela Padellaro (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Romano Pezzati (Conservatorio di Firenze), Daniele Proni (Direttore artistico della Fondazione Mariele Ventre), Luca Ricossa (Direttore di coro), Giancarlo Rostirolla (Università di Chieti), Angelo Rusconi (Università di Bologna), Sharon Sage (Maggio Musicale Fiorentino), Luciano Scala (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Rodobaldo Tibaldi (Università di Pavia-Cremona), Roberto Tofi (Direttore di coro), Maria Antonietta Ventre (Presidente della Fondazione Mariele Ventre), Rosa Vinciguerra (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Peter Weincke (Musicologo), Alejandro Zabala (Direttore del Conservatorio Superiore di San Sebastian, Spagna) e i Rappresentanti dei Concorsi internazionali di Canto Corale di: Cork (Irlanda), Debrecen (Ungheria), Europa Cantat (Germania), Gorizia (Italia), Maasmechelen (Belgio), Marktoberdorf (Germania), Tolosa (Spagna), Tours (Francia), Varna (Bulgaria).
 

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